Il Territorio

La Valle Maira, selvaggia e incontaminata, si trova nel cuore delle Alpi Cozie, in territorio occitano. Conta 14 piccoli comuni ed è terra di confine fra l’Italia e la Francia. Questa sua peculiarità ha segnato la sua storia, caratterizzata nei secoli da incursioni di popolazioni straniere, guerre e migrazioni.

Natura e Sport – Oggi la Valle offre ai visitatori un territorio montano di ineguagliabile bellezza. D’estate è il luogo ideale per praticare sport all’aria aperta, a diretto contatto con la natura, come l’escursionismo, la mountainbike, l’alpinismo, l’arrampicata. La Valle offre un ampio ventaglio di proposte anche per quanto riguarda altri sport, da praticare godendo a pieno della natura incontaminata che il territorio custodisce: il parapendio; la pesca sportiva; il beach volley, il calcio, il minigolf, le bocce… In inverno, quando la neve copre i valloni e regala panorami mozzafiato, la valle offre al turista magnifici itinerari da percorrere con le racchette da neve o gli sci da alpinismo, una tra le più belle piste di fondo del Piemonte, un piccolo skilift per lo sci alpino adatto alle famiglie e numerose cascate di ghiaccio per i più temerari. Per gli amanti del fitness e del benessere il centro sportivo Valle Maira a Roccabruna offre una palestra attrezzata e la piscina coperta, costruita con un sistema di pannelli solari che permette il riscaldamento dell’acqua nel totale rispetto ambientale.

Arte e architettura – La Valle Maira custodisce un immenso patrimonio artistico e architettonico. Regala al turista capolavori quattrocenteschi come i magnifici dipinti di Hans Clemer , nelle Parrocchie di Celle Macra e Elva, gli affreschi di Pietro da Saluzzo nella Parrocchia di Villar San Costanzo, le eccellenti opere dei fratelli Biazaci di Busca che hanno operato soprattutto in questo Comune e del Baleison, quest’ultimo che ha affrescato le cappelle di Celle Macra e Marmora, entrambe dedicate a San Sebastiano. Tutti questi beni artistici sono inseriti nel circuito Mistà. Camminando lungo i sentieri delle borgate è facile ammirare case affrescate da pittori itineranti. L’architettura valliva, di carattere sacro, si distingue per semplicità e essenzialità. Peculiarità architettoniche sono le splendide facciate a vela e le colonne rotonde, le eleganti bifore, le affascinanti têtes coupées…

Lingua e cultura – La peculiarità della Valle Maira è la sua lingua, l’occitano, lingua romanza, definita per la prima volta come tale da Dante Alighieri nel Devulgari Eloquentia insieme all’italiano e al francese. E’ riconosciuta in Italia come lingua minoritaria dal 1999. Il termine occitano oggi ricomprende non solo una lingua, ma una cultura che abbraccia le valli cuneesi, il sud della Francia fino alla val d’Aran in Spagna e si caratterizza per una lunga tradizione orale di racconti e leggende, per la musica e le danze riproposte nelle numerose feste popolari.

Mestieri e sapori – Quella dei mestieri itineranti è una tradizione antica in Valle Maira. A partire dall’Ottocento i valligiani hanno dovuto svolgere mestieri stagionali quali stagnini, bottai, arrotini, per riuscire a sopravvivere e a fornire sostentamento alle famiglie numerose nei periodi invernali, nei quali non era possibile lavorare la terra e pascolare il bestiame. I valmairesi però si distinguono per l’invenzione di due mestieri particolari: gli acciugai, commercianti di acciughe e prodotti sottosale, che si spostavano principalmente in Liguria o in Francia per acquistare la merce e rivenderla in Valle; e i cavié, raccoglitori di capelli, che andavano di casa in casa per raccogliere i capelli che le donne vendevano, per poi selezionarli per colore, lunghezza, consistenza e realizzare così parrucche vendute anche in Inghilterra. Da sempre gli abitanti della Valle sono stati lavoratori assidui e capaci, e tutt’oggi la sapienza degli antichi mestieri rivive nelle botteghe artigiane dei falegnami, dei lavoratori del ferro battuto, della pietra; ma anche e soprattutto nei sapori inconfondibili della cucina, proposta da trattorie, locande, agriturismi…, a base di prodotti semplici e genuini come il pane cotto nel forno a legna, la polenta, le raviolas (gnocchi di patate), la selvaggina, i formaggi d’alpeggio, i liquori prodotti con le erbe officinali…

Il Pianoro della Gardetta (2335 m), nell’anno 2001, è stato riconosciuto fra i Patrimoni Geologici Italiani e quindi inserito nel censimento dei geositi dell’UNESCO, ossia i luoghi di patrimonio geologico per l’umanità. Questi riconoscimenti sono dovuti allo straordinario stato di conservazione delle tipologie rocciose che si sono susseguite da 250 a 200 milioni di anni or sono, e testimonianti l’evoluzione di un antico territorio continentale precedente alla nascita della catena alpina. Il pianoro è poi turisticamente rilevante anche dal punto di vista storico per le numerose fortificazioni/fortini che vi furono costruite nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale. Il luogo risulta inoltre molto interessante e adatto per l’osservazione astronomica. E’ infine crocevia di numerosi itinerari da percorrere sia a piedi che in mountain bike. Tutti questi punti di forza ne fanno una meta ambita per camminatori e bikers, ma anche turisti di giornata che possono raggiungere il pianoro direttamente in auto.

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